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Costituzione Società

SRL e SRLS nel 2026: differenze, costi, procedura e come scegliere

Natalina Gatti17 min di lettura

Se hai digitato aprire SRL 2026, SRL o SRLS quale scegliere o costi SRL semplificata, stai valutando la forma societaria più diffusa in Italia. La SRL è la scelta giusta per la maggior parte degli imprenditori che vogliono struttura, protezione patrimoniale e flessibilità fiscale. Ma tra SRL ordinaria e SRLS ci sono differenze concrete che incidono sulla vita quotidiana della società, non solo sul costo di apertura.

Quello che cercheremo di fare è spiegarti le due forme in parallelo, così puoi capire quale fa per te senza dover leggere due guide separate.

Le informazioni contenute nella presente guida hanno esclusivamente carattere informativo e divulgativo. Non costituiscono parere professionale fiscale, legale o contabile, né sostituiscono una consulenza specifica sul caso concreto. Le norme citate sono vigenti alla data di pubblicazione e potrebbero subire modifiche successive. L'autore declina ogni responsabilità per decisioni adottate senza preventiva verifica professionale. Prima di adottare qualsiasi decisione, ti raccomandiamo di verificare la tua situazione con un professionista qualificato. Prenota consulenza

1. Cos'è una SRL: le caratteristiche essenziali

La Società a Responsabilità Limitata è una società di capitali disciplinata dagli artt. 2462 e seguenti del Codice Civile. Ha due caratteristiche fondamentali che la distinguono dalla ditta individuale e dalle società di persone.

Separazione patrimoniale. La SRL ha un patrimonio proprio, distinto da quello personale dei soci. I soci rispondono delle obbligazioni sociali solo nei limiti del capitale conferito. Se la società ha debiti, i creditori possono aggredire il patrimonio della società, non quello personale dei soci. Questa protezione patrimoniale è il motivo principale per cui molti imprenditori scelgono la SRL.

Personalità giuridica. La SRL è un soggetto giuridico distinto dai soci che la compongono. Può stipulare contratti, essere proprietaria di beni, aprire conti correnti, assumere dipendenti, in proprio nome. Questa autonomia la rende credibile agli occhi di banche, fornitori e clienti di grandi dimensioni.

La SRL può essere costituita da uno o più soci (persone fisiche o giuridiche). Esiste anche in versione unipersonale (un solo socio) con gli stessi obblighi formali e le stesse tutele della pluripersonale.


2. SRL ordinaria vs SRLS: le differenze che contano davvero

La SRLS (Società a Responsabilità Limitata Semplificata) è stata introdotta per abbattere i costi di apertura. Ma la semplicità del nome nasconde limitazioni pratiche rilevanti.

Le differenze principali

Capitale sociale. La SRLS ha capitale da €1 a €9.999. La SRL ordinaria ha capitale minimo di €10.000 (ma può essere anche €1 se si sceglie di non versare immediatamente il minimo, con versamento progressivo vincolato agli utili). In pratica, per la SRL ordinaria molti notai e consulenti consigliano di partire con €10.000 versati per dare solidità alla società.

Soci. La SRLS ammette come soci solo persone fisiche. La SRL ordinaria può avere come soci anche altre società, holding, fondi. Se uno dei soci è o diventerà una persona giuridica, la SRLS è automaticamente esclusa.

Statuto. La SRLS usa uno statuto standardizzato per legge (D.M. 138/2012). Non è possibile personalizzarlo. La SRL ordinaria ha statuto completamente personalizzabile: clausole di prelazione, drag-along, tag-along, diritti particolari di singoli soci, meccanismi di governance su misura.

Onorario notarile. Per la SRLS, l'onorario del notaio è gratuito per legge (si pagano solo bolli e diritti). Per la SRL ordinaria, l'onorario è €1.000–2.000 a seconda della complessità.

Costi annuali di gestione. Identici per entrambe: stessa contabilità, stesso bilancio, stesse tasse. Il risparmio è solo in fase di apertura.

Quando la SRLS basta e quando non basta

La SRLS va bene per situazioni semplici: un solo socio (o due/tre soci con un rapporto di fiducia assoluta e nessun bisogno di clausole di protezione), nessuna prospettiva di ingresso di soci diversi da persone fisiche, nessuna necessità di clausole statutarie specifiche.

Diventa problematica, o impossibile, quando: vuoi soci che siano holding o società, vuoi clausole di prelazione o tag-along nello statuto, vuoi categorie di quote con diritti diversi, prevedi di fare round di investimento da investitori istituzionali.


3. La procedura di apertura

Sia per la SRL ordinaria che per la SRLS la procedura base è la stessa.

Passo 1: Definire la struttura societaria. Prima di andare dal notaio, devi avere chiari: i soci e le loro quote, il capitale sociale e come viene versato, l'oggetto sociale (cosa fa la società), la sede legale, chi è l'amministratore.

Passo 2: Atto costitutivo e statuto dal notaio. La SRL si costituisce con atto pubblico notarile. Nella SRL ordinaria il notaio redige uno statuto personalizzato. Nella SRLS usa il modello standard. Oggi è possibile effettuare la costituzione online tramite videoconferenza, con firma digitale remota: non è necessario recarsi fisicamente in studio.

Passo 3: Versamento del capitale sociale. Prima dell'atto notarile, almeno il 25% del capitale sottoscritto (o l'intero importo se la SRL è unipersonale) deve essere versato su un conto bancario intestato alla futura società. Il notaio verifica il versamento nell'atto.

Passo 4: Iscrizione al Registro delle Imprese. Il notaio provvede all'iscrizione entro 20 giorni dall'atto. La società acquisisce personalità giuridica solo dall'iscrizione.

Passo 5: Adempimenti fiscali e contributivi. Il commercialista apre la partita IVA della società, comunica l'inizio attività all'Agenzia delle Entrate, attiva la PEC aziendale e il Registro Imprese, effettua eventuali comunicazioni INPS per i soci lavoratori.

Tempi: con statuto standard e procedura online, 5–7 giorni lavorativi dalla firma dell'atto alla costituzione completa. Con statuto personalizzato e procedure tradizionali, 10–15 giorni.


4. Il capitale sociale: quanto versare davvero

Il minimo legale è €1. Ma fermarsi a €1 è quasi sempre sbagliato.

Il capitale sociale svolge due funzioni: è la garanzia minima per i creditori (una SRL con €1 di capitale offre una garanzia irrisoria) ed è la dotazione finanziaria iniziale dell'impresa. Una SRL con €1 di capitale deve finanziare le prime spese operative con prestiti soci o con finanziamenti bancari, che costano interessi e richiedono garanzie.

Una linea guida pratica: versare come capitale sociale un importo che copra almeno i costi fissi dei primi 3–6 mesi di attività (affitto, stipendi, utenze, commercialista, pubblicità iniziale). Per una piccola impresa di servizi, €10.000–20.000 è un punto di partenza ragionevole. Per un'attività con costi fissi più elevati, di più.

Il capitale sociale non è "bloccato" per sempre: può essere ridistribuito ai soci come dividendo dopo che la società produce utili. Non è un costo: è un investimento nella società di cui sei socio.


5. Tassazione della SRL: IRES, IRAP, dividendi

La tassazione della SRL è profondamente diversa da quella della ditta individuale o della partita IVA.

IRES (Imposta sul Reddito delle Società): 24% sugli utili prodotti dalla società. Aliquota fissa, non progressiva. Se la SRL guadagna €100.000, paga €24.000 di IRES, indipendentemente dal fatto che tu sia socio unico o uno di dieci soci.

IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive): 3,9% sulla base imponibile IRAP (che non coincide esattamente con l'utile: esclude il costo del lavoro dipendente in parte). Varia leggermente per regione.

Dividendi: 26% di ritenuta a titolo definitivo quando gli utili vengono distribuiti ai soci persone fisiche. La distribuzione non è obbligatoria: la SRL può trattenere gli utili in riserva (e in quel caso si paga solo l'IRES del 24%).

Il vantaggio dell'accumulo. Se reinvesti la maggior parte degli utili nella società senza distribuirli, il carico fiscale si ferma al 24% di IRES. Solo quando li distribuisci scatta il 26% sul dividendo. Il carico totale massimo (IRES + ritenuta sui dividendi) è circa 43,76%, simile all'aliquota IRPEF massima. Ma il vantaggio è nel differimento: puoi rimandare la distribuzione a quando ti fa più comodo fiscalmente.

Il compenso dell'amministratore. Se sei socio e anche amministratore della SRL, puoi ricevere un compenso per la tua attività di gestione. Quel compenso è deducibile dalla base imponibile IRES della SRL (riduce l'utile tassato) e viene tassato in capo a te con IRPEF come reddito assimilato al lavoro dipendente. Questa leva consente di ottimizzare la distribuzione del reddito tra società e persona fisica.


6. Costi di apertura e gestione annua a confronto

Costi di apertura

VoceSRLSSRL ordinaria
Onorario notaio€0 (gratuito per legge)€1.000–2.000
Imposta di registro€200€200
Diritti di segreteria CCIAA€150–200€150–200
Marca da bollo€155–200€155–200
Tassa concessione governativa libri€310€310
Capitale sociale minimoDa €1Da €1 (consigliato €10.000)
Commercialista pratiche post-notaio€200–400€200–400
Totale apertura (senza capitale)~€320–550~€2.500–4.250

Per la SRL costituita online con atto telematico, alcuni notai applicano tariffe ridotte: i costi possono scendere a €800–1.200 + spese fisse. La procedura online è pienamente valida e sempre più diffusa.

Costi annuali di gestione (identici per SRL e SRLS)

  • Commercialista (contabilità, dichiarazioni, bilancio): €2.500–4.000 per una piccola SRL; di più per attività più complesse
  • Diritto camerale annuale CCIAA: €100–200
  • Tassa annuale libri sociali: €310
  • PEC aziendale: €10–50
  • Software gestionale: €300–600
  • Eventuali polizze assicurative: variabile

Totale costi fissi annuali stimati: €3.500–6.000, prima ancora di pagare IRES, IRAP e contributi INPS dei soci lavoratori. Questo è il benchmark che rende la SRL conveniente solo quando il fatturato è abbastanza elevato da assorbire questi costi. Sotto €50.000–60.000 di fatturato, la partita IVA forfettaria è quasi sempre più efficiente.


7. Gli organi sociali e il collegio sindacale

Una SRL ha due organi obbligatori: l'assemblea dei soci (che approva il bilancio, nomina gli amministratori e delibera sulle decisioni strategiche) e l'organo amministrativo (amministratore unico o consiglio di amministrazione).

Il collegio sindacale (o revisore legale) è obbligatorio solo in certi casi:

  • SRL che supera per due esercizi consecutivi almeno uno di questi limiti: attivo €4 milioni, ricavi €4 milioni, dipendenti medi 20
  • SRL che controlla una società obbligata alla revisione
  • SRL obbligata alla redazione del bilancio consolidato

Nelle SRL piccole e medie, che è la grande maggioranza, il collegio sindacale non è obbligatorio. Questo è uno dei vantaggi pratici della SRL rispetto alla SPA, dove il collegio sindacale è sempre obbligatorio e aggiunge costi fissi significativi.


8. Quando la SRLS non basta più

Riepiloghiamo i casi in cui passare dalla SRLS alla SRL ordinaria.

Entra un socio persona giuridica. Questo da solo rende impossibile la SRLS.

Vuoi personalizzare lo statuto. Clausole di prelazione, drag-along, tag-along, categorie di quote, diritti di veto: lo statuto standard non lo consente.

Stai valutando un round di investimento. Gli investitori professionali (business angel strutturati, fondi di venture capital) vogliono clausole specifiche nello statuto, cosa che la SRLS non consente. Alcune startup partono con SRLS e poi si trovano costrette a trasformarla in SRL ordinaria prima del round, con costi e complessità aggiuntive.

Il capitale supera €10.000. Tecnicamente la SRLS non può avere capitale superiore a €9.999. Se aumenti il capitale oltre questa soglia, devi convertirla in SRL ordinaria.

La conversione da SRLS a SRL ordinaria richiede un atto notarile di modifica dello statuto: costo €1.000–1.500 circa. Non è proibitivo, ma aggiunge un passo che potrebbe essere evitato partendo direttamente dalla SRL ordinaria se i piani lo richiedono.

Se stai valutando quale forma scegliere per la tua attività o se stai pianificando un aumento di capitale, puoi richiedere una consulenza allo studio.


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