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Crisi d'Impresa

Blocco del pignoramento con il sovraindebitamento: quando scatta

Natalina Gatti11 min di lettura

Iscritta all'elenco Gestori dell'Organismo di Composizione della Crisi, ODCEC Roma


Hai ricevuto un atto di pignoramento (sul conto corrente, sullo stipendio, sulla casa) e non sai come fermarlo. Oppure hai già un'asta immobiliare fissata e stai cercando una via d'uscita legale. Questo articolo spiega come le procedure di sovraindebitamento previste dal Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019, CCII) possono sospendere o bloccare le azioni esecutive in corso, a quali condizioni, e, soprattutto, cosa devi fare adesso.

Le informazioni contenute nella presente guida hanno esclusivamente carattere informativo e divulgativo. Non costituiscono parere professionale fiscale, legale o contabile, né sostituiscono una consulenza specifica sul caso concreto. Le norme citate sono vigenti alla data di pubblicazione e potrebbero subire modifiche successive. L'autore declina ogni responsabilità per decisioni adottate senza preventiva verifica professionale. Prima di adottare qualsiasi decisione, ti raccomandiamo di verificare la tua situazione con un professionista qualificato. Prenota consulenza

Il problema: il pignoramento è già partito

Quando un creditore ottiene un titolo esecutivo (decreto ingiuntivo, sentenza, cartella esattoriale divenuta definitiva), può procedere all'esecuzione forzata: pignoramento del conto corrente, della pensione o dello stipendio, del veicolo, dell'immobile. Una volta avviata l'esecuzione, il debitore si trova in una posizione di sostanziale impotenza: i fondi vengono bloccati, la casa viene messa all'asta, la busta paga viene decurtata ogni mese.

La buona notizia è che esiste uno strumento legale specifico per interrompere questo meccanismo, previsto dal CCII: la sospensione delle azioni esecutive individuali ottenibile nell'ambito di una procedura di sovraindebitamento.


Come funziona la sospensione: il meccanismo legale

Il CCII prevede che, una volta depositata la domanda di accesso a una procedura di sovraindebitamento, il Giudice possa disporre la sospensione delle azioni esecutive e delle misure cautelari sul patrimonio del debitore (art. 54 CCII per le misure protettive).

La sospensione:

  • si applica a tutti i creditori, non solo a quelli che hanno già avviato l'esecuzione
  • blocca i pignoramenti in corso, le aste immobiliari già fissate, i pignoramenti presso terzi (datore di lavoro, banca)
  • impedisce l'avvio di nuove azioni esecutive per tutta la durata della procedura
  • è prorogabile dal Giudice su istanza del debitore o del Gestore della Crisi

La sospensione non è automatica: deve essere richiesta al Giudice, che la concede se sussistono i presupposti e se la domanda di accesso alla procedura è seria e non pretestuosa.


Quando si ottiene la sospensione: iter pratico

L'iter che conduce alla sospensione del pignoramento si articola in tre passaggi fondamentali.

Primo passaggio: Consulenza preliminare con un commercialista esperto. Prima di depositare qualsiasi istanza, è indispensabile verificare se il debitore ha i requisiti soggettivi per accedere a una delle procedure previste dal CCII (consumatore, professionista, imprenditore minore, ecc.) e quale procedura è più adatta alla situazione specifica. Questa fase richiede la raccolta di tutta la documentazione debitoria: contratti di finanziamento, estratti conto, cartelle esattoriali, visure catastali, storia contributiva. È la fase più delicata, perché un'istanza mal costruita può essere respinta dal Giudice, bruciando tempo prezioso.

Secondo passaggio: Presentazione dell'istanza all'OCC. Una volta completata l'analisi preliminare, si presenta l'istanza all'Organismo di Composizione della Crisi (OCC) competente per territorio. L'OCC verifica i presupposti normativi e nomina il Gestore della Crisi. Contestualmente, il professionista che assiste il debitore prepara l'istanza di sospensione da depositare al Tribunale.

Terzo passaggio: Decreto del Giudice. Il Giudice, valutata la domanda, emette il decreto di sospensione. Da quel momento in poi, il pignoramento è sospeso e l'asta immobiliare eventualmente fissata viene rinviata.


Tempi: quanto ci vuole per bloccare il pignoramento?

È la domanda che ogni debitore pone per prima. La risposta onesta dipende da tre variabili: la velocità di raccolta della documentazione, i tempi dell'OCC per la nomina del Gestore, e i tempi del Tribunale per il decreto di sospensione.

In uno scenario ottimale, con documentazione già pronta e un OCC efficiente, si può arrivare al decreto di sospensione in 4–8 settimane dal primo contatto con il professionista. In scenari più complessi (documentazione dispersa, debitori con molti creditori, Tribunali con carichi elevati), i tempi si allungano a 3–4 mesi.

Se hai un'asta immobiliare imminente (entro 30–60 giorni), la situazione richiede un'azione immediata. In questi casi è fondamentale contattare subito un professionista specializzato per valutare se esistono i presupposti per un'istanza urgente.


Quali azioni esecutive vengono bloccate?

La sospensione copre tutte le principali forme di esecuzione forzata:

Pignoramento immobiliare. Il blocco riguarda sia l'avvio di nuovi pignoramenti sia la prosecuzione di quelli già in corso. Se l'immobile è già stato pignorato e l'asta è stata fissata, la sospensione fa rinviare la vendita.

Pignoramento presso terzi (stipendio e pensione). Il datore di lavoro o l'ente previdenziale che stava trattenendo una quota dello stipendio o della pensione riceve notifica della sospensione e interrompe la trattenuta.

Pignoramento del conto corrente. I fondi eventualmente bloccati in seguito al pignoramento vengono sbloccati, e il conto torna operativo.

Fermi amministrativi e ipoteche. Vengono sospese anche le misure cautelari già iscritte o in procinto di essere iscritte.


Un caso frequente: il pignoramento della prima casa

La prima casa ha una protezione rafforzata nell'ambito delle procedure di sovraindebitamento. Il Correttivo-ter (D.Lgs. 136/2024) ha introdotto la possibilità, per il consumatore sovraindebitato, di includere nel piano di ristrutturazione il rimborso delle rate ipotecarie scadute (art. 67, comma 5, CCII), previa autorizzazione del Giudice. Questo significa che, se il debitore è in ritardo con le rate del mutuo e il creditore ipotecario ha avviato l'esecuzione sulla prima casa, la procedura di sovraindebitamento può non solo bloccare l'asta ma anche includere nel piano un percorso per recuperare le rate arretrate e mantenere l'immobile.

Non è una soluzione automatica: richiede che il piano sia sostenibile e che il Giudice ritenga la soluzione più conveniente per i creditori rispetto alla liquidazione. Ma è una tutela reale, spesso ignorata da chi affronta questa situazione senza un professionista esperto al fianco.


I requisiti per accedere alla procedura (e alla sospensione)

Non tutti i debitori possono accedere alle procedure di sovraindebitamento. I requisiti principali sono:

  • Non essere soggetti alla liquidazione giudiziale (ex fallimento): le procedure di sovraindebitamento sono riservate a consumatori, professionisti, imprenditori minori, agricoltori, startup innovative.
  • Trovarsi in stato di sovraindebitamento: impossibilità di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni.
  • Meritevolezza: l'indebitamento non deve essere stato causato con dolo o colpa grave. La valutazione è rimessa al Giudice sulla base della relazione del Gestore della Crisi.
  • Non aver già beneficiato dell'esdebitazione nei cinque anni precedenti la domanda.

Se sei un consumatore (persona fisica con debiti personali, non derivanti da attività d'impresa), sei un lavoratore autonomo o un professionista con partita IVA, o sei un piccolo imprenditore con debiti complessivi non superiori a €500.000, quasi certamente hai i requisiti soggettivi per accedere.


Errori da evitare quando il pignoramento è già partito

Aspettare. Ogni settimana che passa senza agire riduce le opzioni disponibili. Se l'asta è fissata, il tempo è il fattore critico.

Affidarsi a chi promette risultati certi e immediati. La sospensione è concessa dal Giudice, non è automatica. Nessun professionista può garantire il blocco in assenza dei presupposti di legge.

Presentare istanza senza documentazione completa. Un'istanza carente o mal costruita viene respinta. La fase di preparazione è determinante.

Ignorare i debiti fiscali. Spesso il pignoramento è avviato dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione per cartelle esattoriali. Anche questi debiti rientrano nelle procedure di sovraindebitamento e possono essere ristrutturati o falcidiati nell'ambito del piano.


Cosa fare adesso

Se stai leggendo questo articolo perché hai ricevuto un atto di pignoramento o hai un'asta immobiliare fissata, il primo passo è una valutazione professionale della tua situazione. Non è possibile determinare se hai i requisiti per accedere alla procedura, quale procedura è più adatta e in che tempi si può ottenere la sospensione senza analizzare la documentazione specifica.

Puoi richiedere una consulenza preliminare allo studio. Nella prima sessione analizziamo la tua situazione debitoria, verifichiamo i requisiti di accesso e definiamo il percorso più veloce per ottenere la sospensione delle azioni esecutive.


Domande frequenti

Il pignoramento della pensione può essere bloccato?
Sì. Il pignoramento presso l'ente previdenziale rientra tra le azioni esecutive sospendibili nell'ambito della procedura.

Ho già perso la casa all'asta. Posso ancora fare qualcosa?
Se la vendita è già stata aggiudicata e il decreto di trasferimento è stato emesso, il blocco non è più possibile su quell'immobile. La procedura di sovraindebitamento rimane comunque utile per gestire il debito residuo eventuale e ottenere l'esdebitazione.

Il mio datore di lavoro deve sapere del pignoramento?
Nel caso di pignoramento presso terzi già notificato al datore di lavoro, la sospensione viene comunicata anche a lui. Non è un'informazione che il debitore può tenere riservata in quel contesto.

Posso fare domanda da solo, senza un professionista?
Tecnicamente la legge non impone la presenza di un legale o di un commercialista nella fase preliminare. Nella pratica, le procedure di sovraindebitamento richiedono una documentazione tecnica complessa e una valutazione giuridica che difficilmente un debitore riesce a gestire autonomamente con risultati efficaci.


Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere informativo e non costituiscono parere legale o fiscale. Per una valutazione della situazione specifica è necessaria una consulenza professionale.

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