Credito d'imposta beni strumentali 2021

Se hai digitato credito d'imposta beni strumentali 2021, stai cercando di capire quali sono le agevolazioni fiscali che si ottengono se la tua startup, la tua PMI innovativa o, in generale, la tua impresa acquista beni strumentali nuovi nel corso di quest'anno e del 2022, sia che si tratti di acquisto di beni strumentali materiali che immateriali. Questo articolo è divulgativo ed è pensato per rendere edotti in modo semplice gli startupper e gli amministratori di società dei benefici fiscali esistenti e delle modalità necessarie per ottenere i benefici fiscali riservati a coloro che decidono di investire in beni strumentali materiali e immateriali. Se sei un commercialista o un imprenditore e vuoi un approfondimento maggiormente tecnico sulle agevolazioni fiscali credito d'imposta beni strumentali 2021 esistenti puoi compilare il seguente form specifico che ti aiuta a comprendere subito se hai i requisiti e la documentazione per accedere ai benefici fiscali previsti per chi acquista beni strumentali nuovi nel corso del 2021 form specifico: credito d'imposta beni strumentali 2021. La presente guida non sostituisce la necessità di una consulenza fiscale specifica che valuti il caso concreto dell'investimento aziendale in beni strumentali nuovi materiali e immateriali, alla luce della generale strategia aziendale e della pianificazione fiscale già stabilita. La guida Credito d'imposta beni strumentali 2021 e startup innovative è così suddivisa:


  1. Soggetti beneficiari e soggetti esclusi dal credito d'imposta beni strumentali 2021
  2. Credito d'imposta beni strumentali 2021: DVR, DURC e rispetto normativa sul lavoro
  3. Investimenti agevolabili e misura del credito d'imposta beni strumentali 2021
  4. Ambito temporale del credito d'imposta beni strumentali 2021
  5. Beni esclusi dal credito d'imposta beni strumentali 2021
  6. Annotazione in fattura e credito d'imposta beni strumentali 2021
  7. Perizia asseverata e attestato di conformità per il credito d'imposta beni strumentali 2021 tecnologicamente avanzati
  8. L'interconnessione dei beni strumentali tecnologicamente avanzati
  9. Utilizzo del credito d'imposta beni strumentali 2021
  10. Comunicazione al MISE del credito d'imposta beni strumentali 2021
  11. Cumulo del credito d'imposta 2021 con altre agevolazioni
  12. Gli investimenti beni strumentali 2021 realizzati mediante contratti di leasing
  13. Revoca e rideterminazione del credito d'imposta 2021

Soggetti beneficiari e soggetti esclusi dal credito d'imposta beni strumentali 2021

L’ambito soggettivo di applicazione dell’agevolazione è individuato dai commi 1051 e 1061 della legge di bilancio 2021. Ai sensi del comma 1051, il credito di imposta in esame è attribuito «a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazionedel reddito dell’impresa, che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato». Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale. Sono inoltre escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell'articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Le sanzioni interdittive sono:

  1. l'interdizione dall'esercizio dell'attività;
  2. la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito;
  3. il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio;
  4. l'esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli già concessi;
  5. il divieto di pubblicizzare beni o servizi;
  6. Da quanto sopra detto si deduce che le startup innovative anche al primo anno di attività e le PMI innovative sono soggetti beneficiari del credito di imposta beni strumentali 2021.

Sono ammesse all'agevolazione le reti di imprese:

  1. le reti soggetto sono ammesse in riferimento all’attività commerciale eventualmente esercitata;
  2. per le reti contratto, considerato che all’adesione al contratto non consegue la soggettività tributaria alla rete stessa, gli atti posti in essere in esecuzione del programma di rete esplicano i loro effetti in capo ai soggetti partecipanti alla rete (v. circolare Agenzia delle Entrate n. 4/E, 15 febbraio 2011).

I professionisti, gli artisti e le associazioni tra professionisti maturano credito d'imposta solo in riferimento ai beni strumentali ordinari materiale ed immateriali.

Il regime contabile adottato è indifferente per cui possono beneficiare del credito d'imposta anche i forfettari. Per quesiti ulteriori ed approfondimenti compila il form specifico: credito d'imposta beni strumentali 2021


Credito d'imposta beni strumentali 2021: DVR, DURC e rispetto normativa sul lavoro

Prerequisito fondamentale per il credito d'imposta beni strumentali 2021 è il pieno rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e il corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori. Dal punto di vista concreto questo si traduce nella necessità di consegnare al commercialista 2 documenti in corso di validità, il DURC e il DVR, che dovranno essere in corso di validità per tutti e tre gli anni in cui il credito d'imposta beni strumentali 2021 sarà utilizzato. Il DURC, ovvero il Documento Unico di Regolarità Contributiva è un certificato unico che attesta la regolarità di un’impresa nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali e assicurativi nonché in tutti gli altri obblighi previsti dalla normativa vigente nei confronti di INPS, INAIL e Casse Edili, verificati sulla base della rispettiva normativa di riferimento (cfr. "requisiti regolarità"). Per regolarità contributiva deve intendersi la correntezza nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali ed assicurativi, nonché in tutti gli altri obblighi previsti dalla normativa vigente riferita all’intera situazione aziendale, come stabilito dall'articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) è quel documento che la legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ha imposto a tutte le aziende con almeno un lavoratore, anche socio, come mezzo per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro e dimostrare agli organi di controllo l'avvenuta Valutazione dei Rischi per tutelare la salute dei lavoratori. Si tratta, quindi, di un documento obbligatorio che deve essere conservato presso la sede dell'azienda e serve principalmente a delineare tutti gli interventi che devono essere attuati per eliminare o ridurre i rischi e pericoli presenti all'interno dei luoghi di lavoro. Per la sua redazione è necessario analizzare la struttura aziendale e le attività operative al fine di individuare i rischi e valutare i pericoli che gravano sulla sicurezza interna. Il DVR prevede figure quali il medico competente, e una programmazione delle visite dei dipendenti. La presenza effettiva del DVR, la nomina del medico competente, l'effettuazione delle visite mediche previste, dei corsi sulla sicurezza e l'effettiva messa in campo delle procedure di sicurezza sono prerequisito essenziale per poter avere il credito d'imposta beni strumentali 2021. Qualora al primo anno il DURC ed il DVR siano in regola, ma non lo siano in uno degli anni successivi, il credito d'imposta beni strumentali 2021 non potrà essere utilizzato in quell'anno, pena la revoca dello stesso. Anche agli esercenti arti e professioni, al fine della fruizione del credito di imposta, si applicano i requisiti del rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e la regolarità contributiva quali datori di lavoro. Per scoprire come regolarizzare il tuo DVR e il tuo DURC compila il form specifico: credito d'imposta beni strumentali 2021


Investimenti agevolabili e misura del credito d'imposta beni strumentali 2021

La misura del credito d'imposta varia a seconda del tipo di bene strumentale e dell'anno in cui viene realizzato l'investimento. Innanzitutto occorre ribadire che il credito di imposta beni strumentali 2021 riguarda soltanto l'investimento in beni strumentali nuovi e che i beni, per ottenere il credito d'imposta, devono caratterizzarsi per il requisito della strumentalità rispetto all'attività esercitata dall'impresa beneficiaria.

Gli investimenti in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati (allegato A, legge 11 dicembre 2016, n. 232 - ex Iper ammortamento) sono quelli a cui è riconosciuto un credito di imposta beni strumentali maggiore.

Per il 2021 sono previsti i seguenti crediti d'imposta:

  • 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 30% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Per il 2022 sono previsti

  • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro
  • 10% del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Questo è il link all'elenco dei beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati Beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello «Industria 4.0»


Seguono gli investimenti in beni strumentali immateriali tecnologicamente avanzati funzionali ai processi di trasformazione 4.0(allegato B, legge 11 dicembre 2016, n. 232, come integrato dall'articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 205)

Sia per il 2021 che per il 2022 è previsto il seguente credito d'imposta:

  • 20% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 1 milione di Euro. Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza.

Questo è il link all'elenco dei beni strumentali immateriali tecnologicamente avanzati Beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali «Industria 4.0»


Inferiore è il credito d'imposta per gli altri beni strumentali materiali diversi da quelli ricompresi nel citato allegato A. Inferiore è anche il credito d'imposta beni strumentali immateriali diversi da quelli ricompresi nel citato allegato B

Questo è quanto previsto dalla normativa per gli atri beni strumentali materiali e immateriali:

  • credito d'imposta per investimenti nel corso del 2021: 10% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.
  • credito d'imposta per investimenti nel corso del 2022: 6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Per quesiti ulteriori ed approfondimenti compila il form specifico: credito d'imposta beni strumentali 2021


Ambito temporale del credito d'imposta beni strumentali 2021

L'ambito temporale del credito d'imposta beni strumentali 2021 decorre dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022, ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione. Il credito d'imposta varia a seconda del tipo di investimento come specificato sopra e sono soggetti beneficiari quelli specificati sopra con i prerequisiti sopra indicati. Per chiarimenti ed approfondimenti ulteriori compila il form specifico: credito d'imposta beni strumentali 2021


Beni esclusi dal credito d'imposta beni strumentali 2021

Sono esclusi dal credito d'imposta beni strumentali 2021 i seguenti beni:

  • i veicoli e gli altri strumenti di trasporto di cui all'art. 164 co. 1 del TIUR
  • i beni con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%
  • i fabbricati e le costruzioni
  • i beni di cui all'allegato 3 alla L. 208/2015

Questo è il link all'elenco dei beni all'allegato 3 alla L. 208/2015Allegato 3


Annotazione in fattura e credito d'imposta beni strumentali 2021

Con la Risposta n. 438 del 5 ottobre 2020, l'Agenzia delle Entrate ha anzitutto precisato che “la fattura sprovvista del riferimento all'articolo 1, commi da 184 a 197, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, non è considerata documentazione idonea e determina, quindi, in sede di controllo la revoca della quota corrispondente di agevolazione”. Per non vedersi revocato il credito d'imposta beni strumentali 2021, l'imprenditore, alla luce della legge di bilancio 2021, dovrà verificare che le fatture di acquisto rechino la seguente dicitura: Bene destinatario delle agevolazioni di cui all'art. 1, commi da 1501 a 1063, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 Qualora chi legge avesse già effettuato l'acquisto del bene e non ritrovasse sulla fattura la dicitura suddetta o quella con riferimento alla legge di bilancio precedente, può sanare la fattura in questione. L’Agenzia delle Entrate ha, con la medesima risposta, chiarito che tale eventuale irregolarità può essere sanata dal soggetto acquirente, prima che inizino le attività di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria, attraverso diverse modalità. In particolare, nel caso di fattura in formato cartaceo, il riferimento alle disposizioni agevolative può essere riportato dal soggetto acquirente sull'originale di ogni fattura, sia di acconto che di saldo, con scrittura indelebile, anche mediante l'utilizzo di un apposito timbro; nel caso di fattura elettronica, è possibile stampare il documento di spesa apponendo la predetta scritta indelebile oppure, in alternativa, realizzare un'integrazione elettronica da unire all'originale e conservare insieme allo stesso. Per chiarimenti ed approfondimenti ulteriori compila il form specifico: credito d'imposta beni strumentali 2021


Perizia asseverata e attestato di conformità per il credito d'imposta beni strumentali 2021 tecnologicamente avanzati

Per ottenere il credito d'imposta beni strumentali 2021, per i beni strumentali tecnologicamente avanzati, sia materiali che immateriali, le imprese sono tenute a produrre una perizia tecnica asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli rispettivamente negli elenchi di cui ai richiamati allegati A e B e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro è sufficiente una dichiarazione resa dal legale rappresentante. Occorre chiarire che la dichiarazione è una dichiarazione di atto notorio il cui contenuto rimane altamente tecnico anche quando è firmata dal legale rappresentante per cui è preferibile comunque associare la perizia tecnica anche quando facoltativa. Altra questione è la data certa sia della perizia asseverata che dell'attestato di conformità, per cui al mio studio è documento necessario la trasmissione della stessa a mezzo PEC tra il professionista e la ditta. Per chiarimenti ed approfondimenti ulteriori compila il form specifico: credito d'imposta beni strumentali 2021


L'interconnessione dei beni strumentali tecnologicamente avanzati

Per poter ottenere il credito d'imposta previsto per i beni di cui all'allegato A e B, legge 11 dicembre 2016, n. 232 - ex Iper ammortamento, l'impresa deve dimostrare che il bene strumentale è interconnesso all'interno dell'impresa nel sistema produttivo ed organizzativo. Per la fruizione del credito d'imposta non è sufficiente dunque l’acquisizione e la semplice messa in funzione di un bene strumentale nuovo rientrante per caratteristiche tecnologiche tra quelli elencati negli allegati A e B della legge n. 232 del 2016, essendo necessario che il bene oggetto d’investimento soddisfi anche il requisito della c.d. “interconnessione”. Inoltre tale requisito dovrà essere presente anche nei periodi d’imposta successivi a quello in cui il bene viene interconnesso ai fini del mantenimento del diritto al beneficio. Affinché il requisito dell'"interconnessione possa considerarsi soddisfatto è necessario e sufficiente che il bene strumentale tecnologicamente avanzato:

  • scambi informazioni con sistemi interni (es.: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (es.: clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCPIP, HTTP, MQTT, ecc.);
  • sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (es.: indirizzo IP).

L'"interconnessione" è necessaria, ai fini della legittimità della detrazione beni strumentali 2021, per tutti i beni rientranti nell’ambito oggettivo della misura e, quindi, sia per i beni materiali (allegato A) che per i beni immateriali (allegato B).Per i beni materiali appartenenti al primo gruppo dell’allegato A, il requisito dell’interconnessione viene ulteriormente a specificarsi sotto un duplice profilo.In primo luogo, con la circolare n. 4/E del 2017, l'Agenzia delle Entrate ha affermato che "tra le caratteristiche obbligatorie richieste per tali beni figura anche quella della “interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program”; con l’ulteriore precisazione che detta caratteristica si considera soddisfatta, in coerenza con la definizione generale sopra riportata, se “…il bene scambiainformazioni con sistemi interni (es: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP-IP,HTTP, MQTT, ecc)…”.In secondo luogo, la citata circolare n. 4/E del 2017 ha previsto che i beni del primo gruppo dell’allegato A devono soddisfare anche al requisito della “integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo”. Tale requisito può essere soddisfatto secondo tre modalità alternative. L'integrazione è possibile:

  • con il sistema logistico della fabbrica, a sua volta declinata in due sub opzioni, integrazione fisica e integrazione informativa
  • con la rete di fornitura;
  • con altre macchine del ciclo produttivo.

Anche il tema dell'interconnessione dei beni strumentali è molto vasto e delicatissimo, per cui è necessario pensare sempre ad un adeguato studio ed approfondimento del caso specifico che puoi ottenere compilando il form specifico: credito d'imposta beni strumentali 2021


Utilizzo del credito d'imposta beni strumentali 2021

Il credito d'imposta beni strumentali 2021 è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24 in tre quote annuali di pari importo. L'utilizzo è ammesso per i beni strumentali materiali e immateriali ordinari dall'anno di entrata in funzione del bene. Per i beni strumentali materiali e immateriali 4.0 tecnologicamente avanzati, invece, l'utilizzo è ammesso dall'anno di interconnessione e non dalla data di entrata in funzione. Il bonus non è imponibile ai fini delle imposte sui redditi e non concorre alla formazione del valore della produzione soggetto ad imposizione IRAP. Il credito d'imposta beni strumentali 2021, inoltre, non rileva ai fini del rapporto di cui all’articolo 61 del T.U.I.R (pro-rata di deducibilità degli interessi passivi) e di quello di cui all’articolo 109, comma 5, del T.U.I.R. (pro-rata di deducibilità delle spese e degli altri componenti negativi). Il credito d'imposta:

  • non è soggetto al limite dell’ammontare annuo massimo (700.000 euro) delle compensazioni, di cui all’articolo 34 della L. 388/2000;
  • non subisce il limite di 250.000 euro relativo ai crediti di imposta esposti nel quadro RU del modello dichiarativo (articolo 1, comma 53, L. 244/2007);
  • non è soggetto al divieto di compensazione dei crediti relativi ad imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo per ammontare superiore a 1.500 euro (art. 31 del DL 78/2010).

La compensazione spetta in un’unica soluzione:

  • per tutti i contribuenti ammessi all’agevolazione, esclusivamente in riferimento agli investimenti in beni materiali ordinari realizzati nel periodo dal 16/11/2020 al 31/12/2021;
  • per i soggetti con un volume di ricavi o compensi inferiore a 5mln di euro, in corrispondenza di investimenti effettuati nel citato periodo in beni strumentali immateriali ordinari.

L’utilizzo del credito d'imposta in un’unica quota non è ammesso per gli investimenti effettuati nel 2022 e per quelli cd. 4.0, sia materiali che immateriali. Il credito compensabile non fruito nel periodo di imposta è riportabile ai successivi con le consuete modalità (Risposta Ade Telefisco 2021). La parte di credito non utilizzata, quindi, può essere fruita nel periodo di imposta successivo e, in caso di ulteriore mancato utilizzo, riportata in avanti senza alcun limite temporale. L'utilizzo del credito d'imposta beni strumentali 2021 è questione altamente fiscale e specifica e richiede sempre ad un adeguato studio ed approfondimento del caso specifico che puoi ottenere compilando il form specifico: credito d'imposta beni strumentali 2021


Comunicazione al MISE del credito d'imposta beni strumentali 2021

Riguardo alla comunicazione al MISE del credito d'imposta beni strumentali 2021, il lettore deve tenere presente che, come espressamente previsto dalla norma, la comunicazione è funzionale esclusivamente all’acquisizione da parte del Ministero dello Sviluppo economico delle informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative. Questo significa che l’invio della comunicazione avviene da parte delle imprese su base volontaria e in ottica collaborativa. Pertanto, come chiarito dal Ministero dello Sviluppo economica in due precedenti “Avvertenze” pubblicate nella sezione del portale istituzionale dedicata al Piano, il MISE ha specificato che sia il diritto all’applicazione delle discipline agevolative e sia l’utilizzo in compensazione dei relativi crediti non sono in alcun modo subordinati all'invio della comunicazione al MISE del credito d'imposta beni strumentali 2021.


Cumulo del credito d'imposta 2021 con altre agevolazioni

Il principio generale contenuto nella legislazione del credito d'imposta beni strumentali 2021 è che il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi è una misura di carattere generale. Quindi, fatta eccezione per eventuali divieti contenuti in altre norme agevolative, il credito d'imposta beni strumentali 2021 è cumulabile con altre agevolazioni, a condizione, però, che il cumulo con le altre agevolazioni che non contengono divieti di cumulo, non determini il superamento del costo sostenuto per l’investimento. Ai fini della verifica del cumulo occorre tener conto della non imponibilità ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP del bonus investimenti. Successivamente occorre verificare che l’agevolazione che si intende cumulare con il bonus investimenti non rechi un espresso divieto di cumulo con altre agevolazioni. Nel caso tale preclusione non sussista, occorre individuare i costi ammessi ad entrambe le agevolazioni. Nel caso in cui l’importo complessivo delle agevolazioni, incluso il bonus investimenti e larelativa non imponibilità, sia inferiore al costo sostenuto, l'Agenzia delle Entrate nei suoi interpelli 360/2020 e 508/2021 conclude che è possibile fruire per intero del credito d’imposta in parola. Viceversa l'Agenzia delle Entrate conclude che “Qualora, invece, il risultato della somma fosse superiore, il contribuente sarà tenuto a ridurre corrispondentemente il credito di imposta spettante in modo che, sommato agli altri incentivi pubblici (fiscali e non) concessi per il medesimo investimento in beni strumentali, non venga superato il limite massimo rappresentato dal 100 per cento dei costi sostenuti”. Quindi non si può brevemente dare una regola generale in merito al cumulo del credito d'imposta con altre agevolazioni e alle modalità di calcolo

Il cumulo del credito d'imposta beni strumentali 2021 con altre agevolazione è questione altamente fiscale e specifica e richiede sempre ad un adeguato studio ed approfondimento del caso specifico che puoi ottenere compilando il form specifico: credito d'imposta beni strumentali 2021


Gli investimenti beni strumentali 2021 realizzati mediante contratti di leasing

In merito al credito d'imposta beni strumentali 2021, la L.178/2020, art. 1, comma 1060, dice espressamente: "Se, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di entrata in funzione ovvero a quello di avvenuta interconnessione di cui al comma 1062, i beni agevolati sono ceduti a titolo oneroso o sono destinati a strutture produttive ubicate all'estero, anche se appartenenti allo stesso soggetto, il credito d'imposta è corrispondentemente ridotto escludendo dall'originaria base di calcolo il relativo costo. Il maggior credito d'imposta eventualmente già utilizzato in compensazione deve essere direttamente riversato dal soggetto entro il termine per il versamento a saldo dell'imposta sui redditi dovuta per il periodo d'imposta in cui si verifichino le suddette ipotesi, senza applicazione di sanzioni e interessi. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell'articolo 1, commi 35 e 36, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, in materia di investimenti sostitutivi." In caso di investimenti in beni strumentali effettuati mediante contratti di leasing, l'Agenzia delle Entrate ha specificato che, se non si riscatta il bene entro due anni dall’entrata in funzione, ovvero dall’interconnessione, scatta il meccanismo di recapture. Il mancato riscatto nel periodo di sorveglianza è equiparato alla vendita, ovvero alla delocalizzazione al di fuori del territorio nazionale. L’Agenzia dell'Entrate ha precisato che in ipotesi di sale and lease back del cespite originariamente oggetto di agevolazione, non si determina una situazione di ricalcolo del credito di imposta. Il sale and lease back (ovvero anche locazione finanziaria di ritorno) è il contratto con cui il proprietario di un bene cede detto bene ad una società di leasing e quest’ultima, a sua volta, versato il prezzo di vendita pattuito, lo concede in leasing all’originario proprietario, dietro corrispettivo di un canone periodico pattuito e con facoltà dell’alienante/utilizzatore di riscattare il bene alla scadenza del leasing. Si distingue dallo schema di leasing tradizionale, poiché, diversamente da quest’ultimo, l’obiettivo dell’utilizzatore non è quello di godere di un bene estraneo alla sua sfera di disponibilità, ma di continuare a godere di un bene di cui è già proprietario e che, per esigenze organizzative e di liquidità, preferisce prendere in locazione. Nel caso di leasing tradizionale, invece, il beneficiario, per non incorrere nel recapture, entro due anni dall’entrata in funzione del bene, ovvero dalla sua interconnessione, deve esercitare l’opzione per il riscatto, oppure deve stipulare un nuovo contratto di leasing avente ad oggetto il medesimo bene oggetto di agevolazione. In alternativa, con la risoluzione n. 4/E, 7 gennaio 2019, l'Agenzia delle entrate, in riferimento a Articolo 1, commi 271-279, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 - Credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate) ha specificato in merito al Leasing tradizionale: «si ritiene che nei contratti di leasing relativi a beni agevolati debba essere inserita una specifica disposizione che preveda l’esercizio “anticipato” del diritto di opzione da parte dell’impresa utilizzatrice»; «In tal modo, quest’ultima esercita anticipatamente, già al momento di stipula del contratto, l’opzione di riscatto del bene oggetto del contratto di locazione finanziaria, i cui effetti decorrono dal momento della finita locazione fatto salvo il regolare adempimento di tutte le obbligazioni contrattuali».

Il tema del ricalcolo del credito d'imposta beni strumentali 2021 realizzati mediante contratti di leasing è questione altamente fiscale e specifica e richiede sempre ad un adeguato studio ed approfondimento del caso specifico che puoi ottenere compilando il form specifico: credito d'imposta beni strumentali 2021


Revoca e rideterminazione del credito d'imposta 2021

I principali errori che determinano la rideterminazione o la revoca totale del credito d'imposta beni strumentali 2021 sono:

Disclaimer

La pubblicazione illustra sinteticamente le caratteristiche principali del credito d'imposta beni strumentali 2021. Le informazioni contenute nel presente articolo hanno solo carattere esemplificativo, informativo e non hanno carattere esaustivo, né possono essere intese come espressione di un parere fiscale, contabile e legale. Nessuna responsabilità derivante da un utilizzo improprio dei contenuti del presente articolo, da eventuali modifiche intervenute nella normativa o da possibili imprecisioni, potrà essere pertanto imputata agli estensori dell'articolo stessa

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