Investire in startup: equity crowdfunding

Se hai digitato investire in startup l'equity crowdfunding, stai cercando di investire in una startup tramite una piattaforma di crowfunding e vuoi capire come si fa, quanto si guadagna e non vedi l'ora di iniziare. Innanzitutto devi sapere che si tratta di un investimento nel capitale di rischio di imprese una cui percentuale è destinata a essere liquidata. Devi dunque subito sapere che puoi perdere tutto il capitale che investi e che non c'è alcuna forma di garanzia sulla restituzione dell'investimento in capitale di rischio in startup e PMI innovative. In questa guida troverai esposto in modo scientifico e al tempo stesso divulgativo, tutto quello di cui hai bisogno per decidere come, quanto e dove investire. Trattandosi di un investimento rischioso devi subito capire che devi investire una piccolissima percentuale dei tuoi risparmi e che devi diversificare moltissimo i tuoi investimenti. Facciamo un esempio: immaginiamo che i tuoi risparmi ammontino a € 10.000,00. In questo caso da manuale non dovresti investire più di € 1.000,00 e possibilmente in 10 startup diverse che operano in settori economici diversi. Siamo sicuri di quello che ti diciamo perché ci basiamo sui dati economici delle 547 imprese emittenti e sulla storia delle loro campagne e di quello che è successo dopo la prima campagna. Questi dati sono stati raccolti dalla School of management del Politecnico di Milano nel 5° report sul CrowdInvestment in Italia. I dati che troverai sono mie elaborazioni dai dati di questo importante studio del Politecnico di Milano. La seconda certezza è che potrai avvalerti degli enormi benefici fiscali previsti attualmente dal legislatore. Ce ne occupiamo in un altro articolo. Per conoscere le agevolazioni fiscali startup e come fare per avvalertene vai a questa guida investire in startup: le agevolazioni fiscali. Se non vuoi conoscere nel dettaglio tutti i dati statistici sulle operazioni di equity-crowdfunding in Italia dalla prima campagna al primo semestre 2020, ma capire subito i consigli più importanti per investire in startup innovative, puoi leggere direttamente l'ultimo capitolo.

La presente guida non sostituisce la necessità di una consulenza fiscale specifica che valuti il caso concreto del tuo investimento se non sei un investitore esperto e/o esperto di questioni finanziarie. La guida investire in startup, equity crowdfunding è così suddivisa:

  1. Investire in startup: i portali di Equity Crowdfunding autorizzati
  2. Equity Crowdfunding: le campagne dal 2014 al 2020
  3. Equity Crowdfunding: capitale raccolto dalle piattaforme
  4. Equity Crowdfunding: statistiche sulle imprese
  5. Equity Crowdfunding: cosa è successo alle imprese dopo la campagna
  6. Equity Crowdfunding: chi sono gli investitori
  7. Equity Crowdfunding: i rendimenti medi
  8. Come investire in startup con gli equity crowdfunding: i consigli
  9. Come investire in startup con gli equity crowdfunding: i link

Investire in startup: i portali di Equity Crowdfunding autorizzati

L’equity crowdfunding è stato introdotto in Italia dal D.L. 179/2012 (‘Decreto Sviluppo-bis’) convertito nella Legge 221/2012 con l’intento di introdurre la raccolta di capitale di rischio attraverso Internet con il fine di favorire la nascita e lo sviluppo di imprese startup innovative. La raccolta deve essere effettuata attraverso portali Internet gestiti da imprese di investimento e banche autorizzate ai relativi servizi di investimento che hanno comunicato alla Consob, prima dell’avvio dell’operatività, lo svolgimento dell’attività di gestione di un portale (sezione ‘speciale’ del registro) nonché da soggetti autorizzati in base a determinati requisiti e iscritti in un apposito elenco tenuto dalla Consob (sezione ‘ordinaria’ del registro), a condizione che questi ultimi trasmettano gli ordini riguardanti la sottoscrizione e la compravendita di strumenti finanziari rappresentativi di capitale esclusivamente a banche e imprese di investimento. Ad oggi i portali di crowdfunding autorizzati da Consob sono 42, ma di questi 42 portali solo 16 portali sono aperti a tutti e sono generalisti (si occupano di tutti i settori di attività economica) e su questi concentro la mia attenzione e quella del lettore, tralasciando in questo articolo le altre piattaforme, sia veriticali che chiuse. Troverai il link a ciascuna piattaforma all'ultimo capitolo, ma prima studia le prestazioni di ciascun portale.

The Best EquityForcrowdExtrafundingMyBestInvest
WearestartingBacktowork24Crowdinvest It.Muum Lab
Next EquityAction CrowdStarsupOpstart
200crowdMamacrowdCrowdfundmeFundera

Equity Crowdfunding: le campagne dal 2014 al 2020

Su tutte le piattaforme operative esistenti (29 alla data attuale compresi equity crowdfunding chiusi e verticali) sono state presentate fino al 30 giugno 2020 complessivamente 553 campagne di equity crowdfunding. Di queste 402 hanno raggiunto l'obiettivo di raccolta fondi prefissato mentre 151 non lo hanno raggiunto. Il che implica una percentuale di successo delle campagne pari al 72,7% e una percentuale di insuccesso del 27,3%. Nel dettaglio presento il numero di campagne presentate fino alla data del 30 giugno 2020 da ognuno dei 16 Crowfunding generalisti esistenti. Accanto al dato relativo al numero delle campagne è indicato il valore del target medio di raccolta delle campagne. Quest'ultimo dato indica qual'è stato per ciascuna piattaforma l'obiettivo medio di raccolta che si sono prefisse le startup. L'ultimo dato indica invece la percentuale di successo delle campagne di equity crowdfunding sulla specifica piattaforma.

Portale Crowdfunding n. campagnemedia target raccolta% successo
The Best Equity8400.00025%
Extrafunding4160.000100%
Forcrowd1230.000100%
Wearestarting35100.00071%
MyBestInvest1100.000100%
Backtowork2469120.00082%
Crowdinvest It.250.00050%
Muum Lab7190.00043%
Action Crowd2440.00029%
Starsup50230.00040%
Opstart77100.00085%
200crowd45200.00077%
Mamacrowd100220.000,0084%
Crowdfundme118180.00073%
Fundera 2120.000100%
Next Equity101090.000,0050%

Va considerato che le piattaforme con poche campagne sono quelle che hanno iniziato effettivamente la propria attività più recentemente e che si registra un aumento delle campagne nel 2019 e nel primo semestre 2020.


Equity Crowdfunding: capitale raccolto dalle piattaforme

Il flusso complessivo di raccolta annuale delle 402 campagne di equity crowdfunding chiuse con successo, considerando come anno di riferimento quello di chiusura della campagna è stato complessivamente di 158,86 milioni di euro, concentrati negli ultimi tre anni: 36,39 milioni di euro nel 2018; 65,18 milioni nel 2019; 38,37 milioni nel primo semestre del 2020 con una previsione attesa di circa 76 milioni di capitale raccolto nel 2020 da verificare a consuntivo. Non riporto la raccolta ottenuta da ogni singola piattaforma perché è un dato ininfluente sia per chi decide di investire in startup, sia per l'imprenditore che vuole pubblicare una campagna di equity crowdfunding, risultando molto più importanti i dati già forniti: obiettivo target medio per campagna di equity crowdfunding, numero di campagne di equity crowdfunding, percentuale di successo della campagna di equity crowdfunding.


Equity Crowdfunding: statistiche sulle imprese

Le imprese emittenti le campagne di equity crowdfunding sono così suddivise:

  1. 397 startup innovative (pari al 72% del campione), di cui 380 Srl, 5 società agricole, 10 SpA e due società estere che hanno iscritto la loro branch italiana all’albo apposito;
  2. 59 PMI innovative (pari all’11% del campione), di cui 53 Srl e 6 SpA;
  3. 70 PMI (pari al 13% del campione), tutte Srl tranne due, che hanno approfittato dell’estensione alle piccole e medie imprese dell’opportunità dell’equity crowdfunding, attuata dalla Legge di Stabilità per il 2017;
  4. 1 veicoli di investimento in startup innovative, PMI innovative o altre PMI (4%); si tratta di società che investono in portafogli di partecipazioni oppure veicoli costituiti ad hoc al servizio di un unico investimento (in particolare tutte le campagne del portale Doorway sono costruite così. Questa piattaforma non è tra quelle generaliste su cui soffermo il mio studio). Il motivo per cui non decollano le pubblicazioni di campagne di equity crowdfunding da parte di PMI, anche se recentemente consentito dal quadro legislativo, sono in genere culturali e tecniche. In genere gli statuti non sono stati pensati per rendere possibili le campagne di equity crowdfunding. Infatti è fatto l’obbligo di prevedere in Statuto il diritto di recesso o di covendita per gli investitori e quello di pubblicare eventuali patti parasociali, nonché altre informazioni relative all’identità dei consulenti finanziari dell’emittente, del suo organo di controllo e dei revisori contabili. Le PMI italiane non sono abituate alla raccolta di capitale di rischio e a tutti i conseguenti strumenti di trasparenza necessari per potervi aderire, mentre le Startup e le PMI innovative sono appositamente predisposte.

Interessante è la classificazione ATECO delle 547 imprese protagoniste di una campagna di equity crowdfunding sui portali autorizzati da Consobfino al 30/6/2020. Ecco i codici ATECO con il maggior numero di campagne di equity crowdfunding:

  1. SERVIZI DI INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE: 238;
  2. ATTIVITÀ PROFESSIONALI, SCIENTIFICHE E TECNICHE: 86;
  3. ATTIVITÀ MANIFATTURIERE: 78
  4. COMMERCIO ALL'INGROSSO E AL DETTAGLIO: 36
  5. COSTRUZIONI: 19

Le startup e le PMI innovative che hanno avviato campagne di equitiy crowdfunding nel periodo di osservazione hanno registrato un fatturato mediano pari a € 47.038 e un'età media al momento della campagna di circa tre anni, per la precisione 2,8 anni. Le aziende con utile di bilancio positivo al momento della campagna sono meno della metà e spesso le perdite sono abbastanza consistenti. Il numero dei soci mediano al momento della campagna è pari a 4 mentre quello medio è 6,4. Un parametro utile è la valutazione pre-money implicita nelle condizioni dell’offerta, che è stata nella maggiorparte dei casi ricompreso tra 1 e 5 milioni di euro. Ricorda sempre che il capitale sociale è sempre cosa diversa rispetto al valore di mercato dell'azienda e che quest'ultimo si desume indirettamente dal prezzo con cui è offerto l'aumento del capitale sociale. Gli obiettivi di investimento dichiarati dalle imprese protagoniste di una campagna di equity crowdfunding sui portali autorizzati da Consob fino al 30/6/2020 sono stati i seguenti:

  1. Marketing e Brand awereness: 49%;
  2. Sviluppo Software e App: 30%;
  3. Ricerca e Sviluppo: 27%
  4. Investimento produttivo: 27%
  5. Ampliamento Team, assunzioni: 23%
  6. Sviluppo commerciale: 21%
  7. Spese generali: 16%
  8. Espansione geografica: 14%
  9. Fidelizzazione clientela: 9%
  10. Non dichiarati: 16%

Equity Crowdfunding: cosa è successo alle imprese dopo la campagna

Tra tutti i dati messi a disposizione dalla School of management del Politecnico di Milano nel 5° report sul CrowdInvestment in Italia, il più significativo e semplice da comprendere anche per i non addetti al lavoro è quello relativo al confronto fra obiettivi di business plan inizialie risultati effettivi conseguiti nel triennio successivo alla campagna di equity crowdfunding. In particolare i redattori dello studio hanno analizzato il rapporto fra ricavi effettivi e ricavi previsti su un campione di 54 imprese emittenti fra il 2014 e il 2017. I risultati dello studio sono i seguenti:

  1. Primo anno - ricavi effettivi > ricavi attesi: solo il 13% del campione
  2. Secondo anno - ricavi effettivi > ricavi attesi: solo il 4% del campione
  3. Primo anno - ricavi effettivi > ricavi attesi: nessuna impresa

Si evidenzia che la maggiorparte delle imprese del campione sono delle startup e che i dati prospettici potrebbero modificare man mano che all'equity crowdfunding ricorreranno PMI innovative e PMI. In merito alle startup, l'evidenza statistica conferma le attese della teoria economica, che prevede che sono una piccola percentuale di esse riesca a raggiungere il successo, mentre la maggioranza è destinata a non ottenere i risultati previsti. Questi dati debbono esserti particolarmente chiari prima di investire in una startup innovativa


Equity Crowdfunding: chi sono gli investitori

Il 5° report sul CrowdInvestment in Italia della School of management del Politecnico di Milano basa lo studio dei dati sulle persone fisiche e giuridiche che hanno investito sulle 269 campagne chiuse con esito positivo fino ai primi mesi del 2020, che avevano già depositato l’elenco aggiornato dei soci al Registro delle Imprese. In totale il campione è composto da 19.095 sottoscrizioni così suddivise, di cui 18.021 da investitori persone fisiche e 1.074 effettuate da persone giuridiche. L'86% dei sottoscrittori sono maschi e il 14% femmine. Le classi di età che investono maggiormente sono quelle tra i 31 e i 50 anni che rappresentano il 45% degli investitori. Il 45% degli investitori persone fisiche ha effettuato una sola sottoscrizione mentre solo lo 0,6% delle persone fisiche ha effettuato più di 10 sottoscrizioni. Come capirai di seguito sono quest'ultimi i più saggi.


Equity Crowdfunding: i rendimenti medi

La remunerazione di un investitore nel capitale di rischio di un’azienda deriva o dai dividendi pagati o da plusvalenze dopo la cessione dei titoli, in caso di acquisizione (buyout) o quotazione in Borsa. Quando si investe nel capitale di rischio di una startup innovativa occorre tenere presente che per legge queste società non possono distribuire dividendi fin quando mantengono il loro status. Abbiamo visto che in genere le startup arrivano alla campagna di equity crowdfunding al terzo anno, il che significa che in media gli investitori non potranno ricevere dividendi fino almeno al quinto anno di esistenza della startup, in media i due successivi alla campagna. Gli autori del 5° report sul CrowdInvestment in Italia della School of management del Politecnico di Milano, sulla base dello studio dei verbali delle assemblee dei soci che è stato possibile raccogliere, non hanno potuto registrare alcun verbale dal quale risulti la decisione della distribuzione di un dividendo sugli utili 2018.Sono state indivuate alcune exit (quotazioni, acquisizioni e fusioni, progetti immobiliari terminati) così come non sono mancati i round successivi di aumento di capitale, condotti con multipli quasi sempre superiori rispetto al sovrapprezzo applicato nell’operazione di crowdfunding. Tali operazioni indicano una variazione teorica del valore implicito della partecipazione. Per calcolare la rivalutazione o svalutazione potenziale degli investimenti effettuati nell’equity crowdfunding italiano, l'Osservatorio ha ideato l’Italian EquityCrowdfunding Index. Nella versione cosiddetta "diluted" l'indice rappresenta il rendimento semplice del portafoglio medio di un investitore. Il risultato applicando questo indice è il seguente: se un investitore italiano avesse sottoscritto € 100 in ogni operazione di equity crowdfunding chiusa con successo fino al 30 giugno 2020, il valore teorico del suo portafoglio sarebbe oggi cresciuto del 10,41% in termini nominali. Il report sottolinea che le operazioni che contribuiscono maggiormente al risultato sono le seguenti: e

  1. CleanBnB Srl: è una piattaforma e una società di servizi che si occupa di affitti brevi, quotata nel 2019 su AIM Italia con valutazione pre-money di € 10 milioni rispetto a € 404.545 del primo round di raccolta;
  2. Cesynt Advanced Solutions Srl: leader dell'erogazione della formazione e-learning che rilascia C.F.P. punta a diventarlo anche per il settore LMS Learning Management System, con una valutazione pre-money passata da € 750.000 a € 9 milioni fra primo e secondo round di crowdfunding
  3. Yakkyo Srl: piattaforma di dropshipping passata da valutazione pre-money di € 845.662 a € 8,2 milioni)

Come investire in startup con gli equity crowdfunding: i consigli

  1. Consapevole che si tratta di investimento in capitale di rischio investi solo una piccola parte dei tuoi risparmi, quella che non ti serve per motivi transattivi e precauzionali, in genere il 10% del tuo risparmio annuo consolidato;
  2. L'unica certezza di investire in startup è il credito d'imposta a cui hai diritto. Oggi è possibile il credito d'imposta del 50% regime de minimis. Prima di investire devi ottenere l'autorizzazione del Ministero delle Sviluppo Economico. Scegli le campagne che consentono questa detrazione nei limiti della tua imposta IRPEF lorda;
  3. registrati a tutte le piattaforme aperte e consultale tutte prima di scegliere una campagna;
  4. diversifica il più possibile i tuoi investimenti in startup e PMI innovative e cerca di partecipare a quante più campagne puoi nei limiti della cifra disponibile, che deve sempre essere una piccola frazione dei tuoi risparmi. Se hai un risparmio di 1000 euro meglio investire 100 euro in 10 campagne che 1000 in una sola;
  5. scegli preferibilmente le campagne in cui le startup o PMI innovative abbiano dimostrato l'esistenza di una effettiva traction positiva di vendite precedentemente alla campagna
  6. scegli preferibilmente le campagne di equity crowdfunding pubblicate da startup e PMI innovative con almeno un paio di anni di attività
  7. studia attentamente i curricula del team della startup o PMI innovativa

  8. Come investire in startup con gli equity crowdfunding: i link

    Ecco il link alle 16 piattaforme generaliste e aperte di equity crowdfunding:

  9. thebestequity.com
  10. forcrowd.com
  11. extrafunding.it
  12. mybestinvest.it
  13. wearestarting.it
  14. backtowork.com
  15. muumlab.com
  16. nextequity.it
  17. actioncrowd.it
  18. starsup.it
  19. opstart.it
  20. 200crowd.com
  21. mamacrowd.com
  22. www.crowdfundme.it
  23. fundera.it

Disclaimer

La pubblicazione illustra sinteticamente i risultati del 5° report sul CrowdInvestment in Italia e descrive i rischi impliciti che si assumono quando si decide di investire in una startup innovativa e/o in una PMI innovativa, compresa la totale perdita del capitale investito. Le informazioni contenute nel presente articolo hanno solo carattere esemplificativo, informativo e non hanno carattere esaustivo, né possono essere intese come espressione di un parere finanziario e fiscale. Nessuna responsabilità derivante da un utilizzo improprio dei contenuti del presente articolo, da eventuali modifiche intervenute nella normativa, o da possibili imprecisioni, potrà essere pertanto imputata agli estensori della pubblicazione stessa

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