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Finanza Agevolata & Startup

Investire in startup: equity crowdfunding

Salvatore Della Corte12 min di lettura

L'investimento in equity crowdfunding è un investimento nel capitale di rischio di startup e PMI innovative, senza alcuna garanzia di restituzione del capitale. Si raccomanda di investire solo una piccola percentuale dei propri risparmi, diversificando su molte campagne diverse (ad esempio €1.000 su 10 startup, invece che tutto su una sola), e ricorda l'esistenza di importanti agevolazioni fiscali.

Indice

  1. I portali di Equity Crowdfunding autorizzati
  2. Le campagne dal 2014 al 2020
  3. Capitale raccolto dalle piattaforme
  4. Statistiche sulle imprese
  5. Cosa è successo alle imprese dopo la campagna
  6. Chi sono gli investitori
  7. I rendimenti medi
  8. Consigli per investire
  9. Link ai portali

1. I portali di Equity Crowdfunding autorizzati

L'equity crowdfunding è stato introdotto in Italia dal D.L. 179/2012 ("Decreto Sviluppo-bis"), convertito nella Legge 221/2012, per favorire la raccolta di capitale di rischio online a supporto delle startup innovative. La raccolta avviene tramite portali gestiti da soggetti autorizzati e iscritti nei registri Consob (sezione "speciale" o "ordinaria").

Al momento della guida risultano autorizzati 42 portali, di cui 16 generalisti e aperti a tutti i settori:

The Best EquityForcrowdExtrafundingMyBestInvest
WearestartingBacktowork24Crowdinvest It.Muum Lab
Next EquityAction CrowdStarsupOpstart
200crowdMamacrowdCrowdfundmeFundera

2. Le campagne dal 2014 al 2020

Fino al 30 giugno 2020 sono state presentate complessivamente 553 campagne di equity crowdfunding su tutte le piattaforme operative (29, incluse quelle chiuse e verticali). Di queste, 402 hanno raggiunto l'obiettivo (72,7% di successo) e 151 non lo hanno raggiunto (27,3%).

PortaleN. campagneTarget medio raccolta% successo
The Best Equity8€400.00025%
Extrafunding4€160.000100%
Forcrowd1€230.000100%
Wearestarting35€100.00071%
MyBestInvest1€100.000100%
Backtowork2469€120.00082%
Crowdinvest It.2€50.00050%
Muum Lab7€190.00043%
Action Crowd2€440.00029%
Starsup50€230.00040%
Opstart77€100.00085%
200crowd45€200.00077%
Mamacrowd100€220.00084%
Crowdfundme118€180.00073%
Fundera2€120.000100%
Next Equity10€1.090.00050%

3. Capitale raccolto dalle piattaforme

Le 402 campagne chiuse con successo hanno raccolto complessivamente €158,86 milioni, concentrati soprattutto negli ultimi tre anni dell'osservazione:

  • 2018: €36,39 milioni
  • 2019: €65,18 milioni
  • Primo semestre 2020: €38,37 milioni (previsione di circa €76 milioni per l'intero 2020)

4. Statistiche sulle imprese

Le imprese che hanno avviato campagne si suddividono in:

  • 397 startup innovative (72% del campione, principalmente Srl)
  • 59 PMI innovative (11%, soprattutto Srl)
  • 70 PMI ordinarie (13%, quasi tutte Srl, che hanno sfruttato l'estensione introdotta dalla Legge di Stabilità 2017)
  • Veicoli di investimento dedicati (circa 4%)

La scarsa partecipazione delle PMI ordinarie è attribuita a motivi culturali e statutari: gli statuti delle PMI italiane raramente prevedono i diritti di recesso, covendita e gli obblighi di trasparenza richiesti per l'equity crowdfunding.

Per settore ATECO, le campagne si concentrano in: servizi di informazione e comunicazione (238), attività professionali, scientifiche e tecniche (86), attività manifatturiere (78), commercio all'ingrosso e al dettaglio (36), costruzioni (19).

Le imprese coinvolte hanno un fatturato mediano di circa €47.000 e un'età media di 2,8 anni al momento della campagna; meno della metà presenta un utile di bilancio positivo. Il numero di soci mediano è 4 (media 6,4), e la valutazione pre-money implicita è nella maggior parte dei casi compresa tra 1 e 5 milioni di euro.

5. Cosa è successo alle imprese dopo la campagna

Su un campione di 54 imprese emittenti tra il 2014 e il 2017, il confronto tra ricavi previsti e ricavi effettivi nel triennio successivo alla campagna mostra risultati modesti:

  • solo il 13% del campione ha superato i ricavi attesi nel primo anno;
  • solo il 4% nel secondo anno;
  • nessuna impresa nel terzo anno.

Questi dati confermano l'aspettativa della teoria economica: solo una piccola percentuale di startup raggiunge il successo previsto.

6. Chi sono gli investitori

L'analisi si basa su 269 campagne chiuse con successo, per un totale di 19.095 sottoscrizioni: 18.021 da persone fisiche e 1.074 da persone giuridiche. Tra gli investitori persone fisiche:

  • 86% di sesso maschile, 14% femminile;
  • la fascia di età 31-50 anni rappresenta il 45% degli investitori;
  • il 45% delle persone fisiche ha effettuato una sola sottoscrizione;
  • solo lo 0,6% ne ha effettuate più di 10 (i cosiddetti investitori più accorti).

7. I rendimenti medi

La remunerazione di un investimento in capitale di rischio deriva da dividendi o da plusvalenze in caso di acquisizione o quotazione. Le startup innovative non possono distribuire dividendi finché mantengono tale status, e in genere arrivano alla campagna al terzo anno di vita: gli investitori, quindi, in media non possono attendersi dividendi prima del quinto anno.

Lo studio del Politecnico di Milano ha creato l'Italian Equity Crowdfunding Index: un ipotetico investimento di €100 in ogni operazione chiusa con successo fino al 30 giugno 2020 avrebbe generato una crescita teorica del portafoglio del 10,41% in termini nominali. Le operazioni che hanno contribuito maggiormente:

  • CleanBnB Srl (piattaforma di affitti brevi, quotata su AIM Italia nel 2019 con valutazione pre-money di €10 milioni contro €404.545 del primo round);
  • Cesynt Advanced Solutions Srl (e-learning, valutazione pre-money passata da €750.000 a €9 milioni tra primo e secondo round);
  • Yakkyo Srl (piattaforma di dropshipping, valutazione pre-money passata da €845.662 a €8,2 milioni).

8. Consigli per investire

I principali consigli pratici:

  1. Destinare solo una piccola parte dei propri risparmi (indicativamente il 10% del risparmio annuo consolidato).
  2. Privilegiare le campagne che danno diritto al credito d'imposta del 50% in regime de minimis, verificando preventivamente l'autorizzazione del MISE.
  3. Registrarsi su tutte le piattaforme aperte e confrontarle prima di scegliere.
  4. Diversificare il più possibile: partecipare a quante più campagne possibile nei limiti del capitale disponibile (es. €100 su 10 campagne piuttosto che €1.000 su una sola).
  5. Preferire campagne di imprese che dimostrano già una traction positiva di vendite.
  6. Preferire startup o PMI innovative con almeno un paio di anni di attività.
  7. Studiare attentamente i curricula del team.

Elenco dei 16 portali generalisti e aperti di equity crowdfunding citati nella guida:


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